Dario Carmentano

Nato nel 1960, Dario Carmentano vive e lavora a Matera. Artista autodidatta, nella sua carriera attraversa multiformi modalità di espressione sempre tenute insieme da un medesimo spirito speculativo. Dal 1984 si forma presso la Grafica di via Sette Dolori a Matera. Nel 1990 fonda l’associazione culturale ARTErìa che anima la vita culturale della città di Matera. Nel corso degli anni ’90 la sua ricerca si incentra sul rapporto tra l’uomo e il territorio di appartenenza. Nel 1998, conosce i fautori di Oreste, un collettivo di artisti internazionali. Nel 1999 parteciperà con Oreste alla Biennale di Venezia, dove presenterà il pane di Matera come scultura antropologica. Negli anni 2000, la sua ricerca si incentra sul valore risanato e primordiale dei simboli. Per farlo usa un atteggiamento ironico e dissacrante, ribaltando le ovvietà popolari (e spesso populiste) con senso umanistico. Nel 2010 attiva, nella città di Matera, la residenza per artisti e scambi interdisciplinari Rupextre, giunta alla sua sesta edizione. Dal 2015, terminata la sua esperienza di ricerca sul concettualismo ironico avvia il progetto inForme tornando alla dimensione empirica del disegno e della pittura. Nel 2023 avvia il progetto “Gli utensili perduti”. incentrato sul valore poetico della creatività umana.

Oronzio De Bernardi

Nacqui a Terlizzi il 13-11-1735 da Giuseppe e Bisanzia De Chirico.
Seguìi gli studi elementari con don Carlo Assalemme, che fu maestro anche di Domenico Cotugno, futuro ottimo medico.
Nel noviziato Agostiniano di Nardò, sotto la guida di mio fratello, studiai filosofia e matematica e mi iniziò allo sperimentalismo illuministico. Nel 1750 mi trasferii a Napoli, seguìi le lezioni del Genovesi, divenni sacerdote e mi associai ai circoli culturali di Napoli e Roma. Laureato in matematica, nel 1756, tornai a Terlizzi, dove, nel 1768, il Vescovo di Tropea, Felice de Paù mi nominò suo Vicario. La mia salute andava logorandosi ed il mio amico il dottor Cotugno mi consigliò dei bagni di mare. Mi appassionai al nuoto e mi convinsi che, essendo il peso specifico del corpo umano inferiore a quello dell’acqua marina, doveva necessariamente galleggiare. Nel gennaio del 1790 scrissi: ” L’Uomo galleggiante “. La mia opera riscosse apprezzamenti in tutta l’Europa. Morìi di apoplessia il 29-11-1806 a Terlizzi.

L’UOMO GALLEGGIANTE O SIA L’ARTE DEL NUOTO
Oronzio de Bernardi: l’uomo galleggiante, che si incanta per questa meraviglia che gli accade immergendosi in acqua. Galleggia come fanno le barche e le sue braccia si fanno remi e con questi suoi remi in carne e ossa sperimenta le possibilità di navigare, ossia di nuotare. Comincia con l’andare avanti e codifica i vari modi di nuotare in avanti, poi indietro e pone le basi per quelli che saranno gli stili del nuoto. Ne fa una arte e una virtù che perfezionandosi nel tempo diventerà uno sport declinato in tante maniere, ed è su questo assunto che questo grande personaggio l’ho voluto rappresentare con il corredo dei nuotatori sportivi di oggi che indossano occhialini e cuffia, essendo lui il loro antesignano.