Scultrice di formazione, è allieva in Puglia di Francesco Somaini e Nicola Carrino; tra la fine degli anni ‘80 e primi ‘90 è alla Fondazione Antonio Ratti di Como, dove studia con Giuliano Collina, Arnulf Rainer, George Baselitz, Karel Appel e Anish Kapoor. Poliedrica, si esprime in installazioni scultoree e grafiche, fotografia e video, video-performance, sino all’interazione col pubblico; si dedica a Laboratori Didattici sperimentali nell’ambito scolastico e in musei, rassegne e festival. Numerosi i riconoscimenti, dal primo premio, nel 1998, della sezione giovani di “Art&Maggio Arena Puglia” alla sua prima personale a Milano; sarà quindi a Roma, alla XIV Quadriennale. Ha collezionato numerose altre partecipazioni a mostre e fiere, nazionali e internazionali (Parigi, Praga, Alberta, Vienna, Edimburgo, Los Angeles), fino all’ingresso nel MarTa Museo Nazionale Archeologico di Taranto, nell’Archivio Italiano dell’Autoritratto Fotografico del Musinf di Senigallia, nel Maam Museo dell’Altro e dell’Altrove di Roma, nel Maaac Museo archeologico di Cisternino. Nel 2018 è stata pubblicata la prima edizione di “Frange. Disegni parlati” (Edita Casa Editrice & Libraria) libro di poesie e disegni e nel 2019, una seconda. Ha collaborato inoltre pubblicando disegni, fotografie, poesie e contributi, con numerose riviste e libri. Nel 2023 vince il primo premio per la sezione Scultura e Installazione “Terrafuoco”, I Edizione, Concorso internazionale di Ceramica Artistica e Artigianale, Pinacoteca Michele De Napoli, Comune di Terlizzi (Ba); pubblica inoltre il suo terzo libro “Sento il sentimento – Esperienze di Arteterapia” (Edizioni Printme). Nel 2024 due sue opere scultoree in pietra e terracotta sono realizzate e allestite in modo permanente nella città di Lettomanoppello (PE) per il progetto Petrales e ancora a Terlizzi, per la II edizione del concorso “Terrafuoco” dove vince il secondo premio.
Nel mese di dicembre inaugura la mostra personale “Pace d’Orbi d’Orbis” nel Museo civico di Manduria (Ta), nel 2025 pubblica il catalogo omonimo monografico (Edizioni Esperidi) ed espone nella mostra collettiva “Dove non siamo stati” nel Museo Archeologico di S. Scolastica a Bari.
Diverse sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private, tra le pubbliche: Maaam Museo dell’Altro e dell’Altrove, Roma; FANS Fondazione per l’Arte e le Neuroscienze, Maglie, (LE); Musinf Archivio Italiano dell’Autoritratto Fotografico, Senigallia (AN); Pinacoteca Casamicciola Terme (Ischia), Pinacoteca Michele De Napoli, Terlizzi (BA), Lettomanoppello(PE) in una via del centro storico.
Rientrata in Puglia attualmente lavora nel suo studio-archivio di Taranto.

Tommasa Giacò

Mi chiamo Maria Tommasa Giacò, nata a Terlizzi nel 1796, figlia di Domenico, pastore e ladro. Mio fratello Francesco ( 1783- 1809 ) era il famoso brigante “Baggiacò”, che, nel 1801 aveva derubato ed ucciso un ufficiale francese e si era dato alla latitanza. Ho combattuto, con tutte le mie forze, la fame ed i “fratelli francesi” che avevano invaso le nostre terre “armati” coprendo le loro baionette con i ramoscelli d’ulivo. Ci promettevano la libertà e l’uguaglianza mentre ci affamavano e ci mandavano a morire nelle “loro” guerre. Sono diventata la compagna del terlizzese Francesco Sforza, famoso brigante conosciuto come “Baggiré”. Con la coccarda rossa sul cappello abbiamo combattuto come soldati del Re Borbone.
Non ero più “invisibile” ma una donna combattente e autonoma.” Mi sentivo uscire l’anima e mancare di vita quando rimanevo inattiva “.
A soli venti anni mi soprannominavano ” Pentesilea “, come la regina delle Amazzoni.
Correvo libera a cavallo, armata di tutto punto, nelle campagne di Taranto quando, il 26 maggio 1816, tutta l’energia dei miei vent’anni, fu rinchiusa, vita natural durante, in una “Casa di Forza”.
La Medusa degli schioppi
Leggendo la storia di questa sfortunata ma coraggiosa e appassionata brigantessa, combattiva e libera, figlia, sorella e moglie di briganti ho immediatamente immaginato una donna dalla mente ardente, vibrante e in continuo movimento, miriadi di pensieri, congetture, un nugolo impetuoso di sogni di riscatto, politico e sociale; e allora, sguardo accigliato, bocca protesa nell’atto del parlare, e testa tempestosa, la testa, come una “Medusa degli schioppi” irradia idee tentacolari a forma di canna di fucile, le armi: difesa, rivoluzione, resistenza, amore di libertà.
