Massimo Nardi

Nasce a Bari il 5 settembre 1963. Dopo gli studi artistici, si specializza in pittura e ceramica in Toscana, dove affina la sua sensibilità verso la materia e la forma. Nel 1987 inizia la collaborazione con il Teatro Petruzzelli di Bari in qualità di assistente scenografo, esperienza che arricchisce la sua visione estetica e la sua capacità di coniugare arte e spazio scenico. Nel corso della sua carriera partecipa a numerose collettive e rassegne internazionali, distinguendosi per la costante ricerca di equilibrio tra creatività e impegno civile. È autore di progetti artistici legati alla solidarietà e ha collaborato con artisti e curatori di fama internazionale, contribuendo alla realizzazione di mostre e iniziative di grande rilievo.Un momento centrale della sua produzione è rappresentato dal progetto “Mutamenti”, attraverso il quale promuove una riflessione sul riciclo, la trasformazione e la sostenibilità, temi interpretati come metafore del cambiamento umano e sociale. Negli anni Duemila il progetto si consolida, diventando un vero laboratorio di idee e contaminazioni artistiche. Le sue opere sono presenti in musei, collezioni pubbliche, private ed ecclesiastiche in Italia e all’estero. Critici e giornalisti di rilievo hanno scritto di lui, riconoscendone la coerenza poetica e la forza espressiva. Oggi la ricerca di Massimo Nardi si estende anche alla Body Art, ambito nel quale realizza performance molto richieste in tutta Italia, caratterizzate da un linguaggio visivo potente e da un’intensa partecipazione emotiva.

Michele de Napoli

Sono nato a Terlizzi il 25 aprile 1808. Mio padre Giuseppe, un affermato avvocato, voleva che scegliessi la sua professione, io invece amavo le belle lettere e le arti. Per non deluderlo dovetti laurearmi in legge ma non vedevo l’ora di dedicarmi all’ arte. A 22 anni, nel 1830, entrai nel Reale Istituto di Belle Arti di Napoli, dove, il professore di disegno, Costanzo Angelinii chiamava il ‘leone dell’Accademia ‘. Vinsi medaglie d’argento e d’oro alle mie prime esposizioni Artistiche che mi valsero il Pensionato di Roma a Palazzo Farnese. Nella ‘città eterna’ conobbi gli artisti antichi e mi confrontai con i contemporanei delle più varie tendenze. Composi la grande tela: ” Prometeo che anima, con la scintilla, una statua di argilla”. In quest’opera rappresentai la forza creatrice e rigenerante che spinge gli spiriti più coraggiosi ed altruisti a preparare il progresso collettivo, sprezzando ogni pericolo. Meritai la grande medaglia d’oro e la nomina a Professore Onorario. Mi affermai come affreschista e ricevetti molte committenze. Arrivò il 1848 con tutta la sua forza rinnovatrice e rivoluzionaria. 
Ci illudemmo tutti nel progresso ed io pubblicai le: “Considerazioni intorno alle Istituzioni Artistiche Napoletane” dove sostenevo che l’arte doveva essere accessibile a tutti e diventare guida per il popolo.  Mi esposi e fui giudicato ‘ innovatore e ribelle pericoloso’ mentre tutte le speranze venivano soffocate dalle cannonate. Dopo anni di sacrifici e cospirazioni finalmente ci riunimmo in un’unica Patria. Ma “le tante belle promesse cose non furono mantenute”.
Tornai a Terlizzi nel 1863 con la speranza di farla progredire ma fu solo “un vedovo desìo”.

La scultura realizzata da Massimo Nardi raffigura il personaggio di Michele De Napoli, figura storica di Terlizzi noto sia come sindaco sia come pittore. L’opera combina elementi realistici e simbolici: il busto presenta l’abito tipico dell’epoca e la fascia tricolore, richiamo al suo ruolo amministrativo, mentre l’espressione e i dettagli del volto suggeriscono la sua dimensione umana e artistica.

Un elemento centrale dell’opera è il disegno del carro trionfale, posizionato sulla parte frontale della scultura. Questo richiama il celebre Carro Trionfale della Festa Maggiore, progettato proprio da De Napoli, simbolo identitario e artistico della città di Terlizzi. L’inserimento del carro all’interno della scultura crea un legame diretto tra la figura di De Napoli e la sua produzione più rappresentativa, sottolineando il suo contributo culturale e civico.

La scultura, esposta all’aperto in un contesto naturale, assume un carattere quasi celebrativo e riflessivo, valorizzando il ruolo storico e artistico del personaggio.