Nato a Grottaglie il 04/08/1974. Si diploma all’Istituto Statale d’ Arte di Grottaglie nel 1993. Eredita la passione dell’arte dal padre, lavora sin da piccolo nella bottega famigliare.
Dopo una breve esperienza imprenditoriale nel settore, arricchisce la sua formazione in un’azienda produttrice di oggetti di design.
Nel 2019 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Lecce, alla scuola di Scultura, per iniziare il percorso di studi nell’alta formazione, ha alle spalle una lunga esperienza laboratoriale, che gli permette di affinare nel tempo la ricerca sulla tecnica a lui più congeniale.
Nel 2022 è tra i vincitori della XV Edizione del Concorso Nazionale ‘Ventaglio del Presidente’, indetto dall’ Associazione Stampa Parlamentare, dona personalmente al Presidente Mattarella l’opera.
Nell’ottobre dello stesso anno consegue la Laurea di primo livello con votazione 110 e lode.
Nello 2024 consegue la Laurea di secondo livello con votazione 110 e lode.
A maggio 2025 vince il secondo premio al V Concorso Regionale della Puglia “ArpaMare 2025”.
Attualmente è cultore della materia di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Lecce.
Mostre personali a Conversano e Grottaglie (Evoluzioni) tra la primavera e l’estate del 2025.
Una tradizione di famiglia di ceramisti quella di Annibale, che vuole proseguire, iniziata fin dal 1860 e portata avanti dal papà Salvatore, il nonno Annibale, il bisnonno Michele ecc.

Michele Sarcone

Sono stato abbandonato, nel novembre del 1731, dietro la porta del Convento di Santa Maria La Nova a Terlizzi. Fui accolto, allevato ed educato amorevolmente dai Frati che mi misero a disposizione la loro ricca biblioteca e mi affidarono al dotto don Carlo Assalemme. A soli 16 anni proseguii gli studi a Napoli e mi laureai in medicina. Nel 1764 la terribile epidemia di ‘febbre putrida’ mieteva centinaia di vittime senza trovarne i rimedi. Mi concentrai, raccolsi testimonianze, ne osservai i sintomi e scoprii le cause che descrissi nella: ” Istoria aggiornata de’ mali osservati in Napoli nell’intero corso dell’anno 1764 “. Dimostrai che le malattie andavano studiate osservando gli ammalati o i cadaveri negli obitori per poi cercare i rimedi. La mia opera fu apprezzata in tutta l’Europa. Nel 1770 comparve un’epidemia di vaiolo pericolosa come la peste.
Studiai come avveniva il contagio e ne suggerii i rimedi nell’opera: “Del contagio del vajolo…” che mi valse la nomina a Segretario della Reale Accademia di Scienze. Nel 1783, in seguito al terremoto in Calabria, mi misi alla guida di 18 soci per soccorrere i feriti e studiare le conseguenze. Mi recai a Sessa per curare un mio amico malato di polmonite. Lui guarì ma io rimasi contagiato e morii a Napoli il 25 gennaio 1797 perché nessuno riuscì a curarmi.
La mia interpretazione concettuale per la realizzazione del mezzo busto dedicato a Michele Sarcone è stata prima di tutto la sua vita da medico del ‘700… vasi sanguigni che uniscono gli occhi di chi ha visto, la bocca di chi ha raccontato, il cuore di chi ha messo il suo operato a disposizione di tutti, il cervello, la mente, di uno scienziato che si è contraddistinto messi in risalto dal lustro oro brillante in quarta cottura.
